Micaela Melis

Se in questo momento mi stai leggendo è solo grazie alla passione viscerale che ho sempre nutrito per i numeri, sennò ti assicuro non sarei qui.

Forse ti starai chiedendo cosa hanno i numeri di tanto speciale. Non è semplice dirlo. Come dice Paul Erdös è “come chiedere perché la Nona Sinfonia di Beethoven è bella. Se non vedi perché, nessuno può spiegartelo. Io so che i numeri sono belli. Se non sono belli i numeri, niente altro lo è”.

Io ho sempre amato i numeri, fin da piccola. E questo non ha mai richiesto giustificazioni. Anzi, se dovessi trovare una spiegazione del perché amo i numeri, penso a mia madre che mi ha insegnato le addizioni e le sottrazioni con la frutta, la verdura e le monetine da dieci lire dietro il bancone di una cassa.

Quale modo più creativo per imparare a contare?

Beh si, diciamo che è stato solo l’inizio dato che ho sicuramente imparato molto di più in ambito accademico e nelle diverse professioni che ho svolto.

Che fossero passivi da trasformare in attivi, di ROE e ROI, da tagli motivati da una visione efficientista, da debolezze da convertire in punti di forza, ho sempre avuto a che fare con i numeri. Una chiave di lettura tutta aziendale che mi ha insegnato una cosa molto importante:

i numeri vanno gestiti!

A distanza di anni ti posso dire con assoluta certezza che i numeri sono un vero e proprio viaggio dietro i quali si nascondono obiettivi, aspettative, emozioni e, soprattutto, persone. Ho scoperto che i numeri hanno la forza e la potenza di poter disegnare orizzonti insospettabili. Soprattutto se impari a leggerli.

E in quella particolare fase della mia vita, i numeri mi stavano riservando una sorpresa coi fiocchi. Quello che si dice un appuntamento con il destino.

Non dimenticherò mai la telefonata di Marco quando mi parlò per la prima volta di scommesse. “Ho un amico che ha un gruppo su Facebook. Si chiama Simone. L’ho conosciuto in palestra. Ti va di entrare?” Dentro di me cercavo un modo gentile per declinare cortesemente un invito che mi sembrava assurdo. Anzi in tutta sincerità avrei voluto dire “Scommesse? Io non scommetto!”. Continuavo a ripetere a Marco che neanche mi interessavo di calcio. Figuriamoci scommettere. Ma scherziamo?!

Bene, sai come è andata a finire? Sono entrata nel gruppo semplicemente per la fiducia e la stima che nutrivo nei confronti di Marco. Ecco cosa può fare la forza dell’amicizia. Da quel momento, è proprio il caso di dirlo, la mia vita non è stata più la stessa.

Ho perso il conto delle ore che ho trascorso in chat e al telefono con Simone e Marco per parlare di statistiche, metodi e strategie. Mi appassionavano i tool di analisi delle scommesse calcistiche. Per me è stata una vera rivelazione quando ho cominciato ad intravvedere le potenzialità di un vero e proprio mercato. Tutti quei numeri in fila ordinata per me avevano un grande senso. Continuavo a fare test, prove e, soprattutto, osservavo. Ore e ore ad osservare. C’era un enigma da risolvere in quei tabelloni e in quei grafici ma ancora quel quid mi sfuggiva.

Il vero senso di tutto l’ho focalizzato in una tiepida giornata di marzo quando tutte quelle interminabili chiacchierate con Simone e Marco si sono composte come tessere di un puzzle. L’immagine di quel puzzle era Bet Healing.

Anni di test, di calcoli statistici, di analisi, ma ne è valsa la pena. Bet Healing è il concentrato di queste esperienze e di molte altre ancora

Il betting che era anni luce lontano dal mio modo di interpretare la realtà è diventato il mio campo di profitti quotidiano.

Ecco cosa succede quando si osservano le cose da un’altra prospettiva. Io ho imparato a farlo e oltre a vedere il mondo del betting con occhi diversi, sono riuscita a convertire questa esperienza in qualcosa di utile per me stessa e per gli altri.

Questo giusto per dirti che dietro i numeri di Bet Healing ci sono persone, come te, che hanno tenacemente perseverato nell’inseguire un obiettivo. Ci hanno creduto fortemente.

Nel mio caso i numeri di Bet Healing sono entrati in quella parte del cuore dove ci sono le cose più buone, quell’angolo di cuore dove quando uno ci entra, succeda quel che succeda, da lì non uscirà mai.

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