Chi sono i quotisti e perché rendono ricchi i bookmakers? Cerchiamo di capire come nasce una quotazione e in che modo riescono a vincere sempre e comunque.

I bookmakers, cioè le società che raccolgono scommesse dai giocatori, annoverano nel proprio organico veri e propri esperti del settore, con conoscenze tecniche specifiche in uno o più determinati sport, questi operatori sono i cosiddetti quotisti. I quotisti hanno il complicato, ma anche interessante compito, di individuare con la massima precisione possibile la probabilità che un evento possa verificarsi.

Così, se prendiamo ad esempio una partita di calcio, le quote dei risultati 1 X 2 dovrebbero rispecchiare le reali probabilità che ha uno dei tre esiti di verificarsi. In realtà non è esattamente così perché nella corretta stima delle probabilità dell’evento, il fine del book è uno solo: garantirsi sempre un utile.

La possibilità reale che un evento si realizzi in ogni caso è il 100%, il bookmaker modifica le quote in modo da incorporare il suo margine di guadagno a prescindere dall’esito finale.

Come riesce il bookmaker ad essere sempre profittevole?

Per rispondere alla domanda, ti faccio un esempio. Consideriamo due squadre di calcio, Team1 contro Team2 con le seguenti probabilità, Team1 a 60,6%, pareggio a 22,2% e Team2 a 17,2%: il caso è ideale dato che dalla somma delle percentuali otteniamo il 100% di probabilità. Avremo quindi le tre quote così ripartite:

Team1 => 100/60,6 = 1,65
Pareggio => 100/22,2 = 4,5
Team2 => 100/17,2 = 5,81

Supponiamo che il bookmaker ora modifica in ribasso le sue tre quote in questo modo:

Team1 = 1,54
Pareggio = 4,22
Team2 = 5,4

Con queste quote, la disponibilità a pagare del bookmaker, in relazione a ogni singolo esito, è diminuita e di conseguenza anche le tre probabilità cambieranno in termini percentuali. Pagando di meno, la probabilità crescerà e, perciò, avremo:

Team1 => 100/1,54 = 64,9%
Pareggio => 100/ 4,22 = 23,7%
Team2 => 100/5,4 = 18,5%

La differenza forse non salta subito all’occhio, ma se andiamo a sommare le tre nuove percentuali otteniamo un valore pari a 107,1%.

Sapendo che il bookmaker vuole garantirsi un margine di profitto non fa altro che sovrastimare le probabilità che si verifichi ogni singolo risultato ottenendo così una diminuzione delle quote.

Così facendo cosa ottiene il bookmaker?

A prescindere dall’esito dell’evento pronosticato, il bookmaker si è protetto dal mercato. Come si evince subito dal calcolo fatto precedentemente, fissando quote ottimali e aumentando il margine, il book otterrà un utile costante nel lungo periodo.

Questo utile è chiamato in diversi modi: margine, commissione, percentuale, all’inglese “Juice”. Altro non è che una parte di quota che il bookmaker trattiene per sé come parte del proprio business. Le commissioni variano a seconda del bookmaker, oltre che da evento ad evento, dato che anche il margine è una leva che viene usata per attrarre il pubblico degli scommettitori.

L’offerta di quote più alte è una garanzia di profitti migliori rispetto alla concorrenza.

Ecco che per i bookmakers avere quotisti qualificati è essenziale. A loro il compito di fare l’analisi delle probabilità, offrire quote migliori della concorrenza e garantire l’utile per la loro società.

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